CONNESSIONE TRA PELLE E INTESTINO: NUOVE STRATEGIE CONTRO L'ACNE.


Sugli scaffali della farmacia si fanno sempre più spazio integratori che contengono fermenti lattici destinati al miglioramento della pelle. Ma non servivano a riequilibrare l'intestino? 
Certamente, ma si stanno avendo sempre più certezze sul fatto che esista una stretta connessione tra equilibrio intestinale e benessere cutaneo.

Alcuni degli integratori per la pelle con Probiotici

IL RAPPORTO TRA PELLE ED INTESTINO

Molti articoli e studi scientifici lo dimostrano. In particolare ho trovato molto interessante un libro "L'intestino ci fa belli" della Dott.ssa Dermatologa Michaela Axt-Gadermann, nel quale si spiega chiaramente come tra intestino e pelle ci sia una bella storia d'amore!
A legare questi organi sono miliardi di germi, che costituiscono una flora residente, sia nella pelle che nell'intestino, un micro-mondo affascinante, chiamato microbiota, che rappresenta una delle nostre più grandi difese verso gli attacchi dei patogeni esterni. Batteri, virus e funghi, ognuno ha caratteristiche e capacità diverse ma tutti agiscono in sinergia a formare un esercito difensivo potente e variegato. Maggiore è lo stato di biodiversità della flora e maggiore è la sua stabilità e resistenza.

Anche da un punto di vista anatomico c'è un collegamento diretto tra pelle e intestino. Basti pensare che la bocca non é altro che la parte finale esterna del tratto gastro-intestinale.


 da sciencephoto.com
La flora cutanea popola soprattutto le zone ricche di ghiandole sudoripare e sebacee come ascelle, inguine, nei follicoli piliferi. Infatti le zone più secche del corpo come gli avambracci e le parti inferiori delle gambe sono meno popolose. La flora residente permette di mantenere un ph acido che, oltre ad essere un mantello protettivo, determina la luminosità dell'incarnato della pelle e dei capelli. Il ph acido limita anche l'azione di alcuni enzimi che degradano il collagene, che aumentano la loro attività con la menopausa. Un ph troppo elevato contribuisce ad un invecchiamento precoce.
Quando, ad esempio, si lavano le mani continuamente o si lava il viso con la saponetta, che ha un pH basico, succede che la flora cutanea viene compromessa e microbi infiammatori possono prendere il sopravvento, alterando il ph e quindi l'integrità della barriera cutanea.

La flora intestinale è fondamentale per la corretta funzione del sistema immunitario. Infatti la maggior parte delle cellule immunitarie risiede proprio nell'intestino ed insieme a batteri, virus e funghi, si preparano ad affrontare gli agenti patogeni. 
Nel libro sopra-citato si dice che alcuni germi intestinali producono da soli vitamine indispensabili per la bellezza della pelle e dei capelli, come i Bacteroidets che producono vitamina h o biotina, utile nel rafforzare la cheratina.
Altro importante aspetto a favore della bellezza della pelle è che alcuni batteri, come lattobacilli e bifidobatteri, producono antiossidanti simili a quelli contenuti nella frutta e verdura ed enzimi che catturano i radicali liberi, quelle sostanze reattive che causano danni alle cellule, accelerandone l'invecchiamento.
Oltretutto una flora intestinale sana favorisce una migliore digestione e assorbimento degli antiossidanti presenti nella frutta, verdura e cioccolata, come i polifenoli.



RELAZIONE TRA STILE DI VITA, ALIMENTAZIONE E PATOLOGIE DERMATOLOGICHE
da Corriere.it - 
Microbioma. i batteri "buoni" dell'intestino che ci difendono

Ad oggi, grazie ai notevoli passi avanti della biologia molecolare, si è arrivati ad analizzare il DNA dei batteri che popolano l'intestino (microbioma) e questo ha permesso di capire quali microorganismi facciano bene alla pelle stressata e quali batteri intestinali siano in grado di lenire eczemi, prurito, desquamazione e acne.
Un articolo del 2019 ("Rewiew: Probiotics in Dermatology" del Journal ok Skin and Sexually Transmitted Diseases) spiega come uno squilibrio del microbiota intestinale, possa indurre varie patologie legate allo stile di vita e immuno-mediate, tra cui le patologie dermatologiche e come molte di queste possano beneficiare dell'integrazione di batteri probiotici. 
Molti studi hanno evidenziato che le persone che presentano pelle infiammata cronica, come in caso di Psoriasi, Dermatite atopica o Rosacea, presentano una carenza di batteri buoni e protettrici, un impoverimento della varietà microbica intestinale.  
Inoltre, durante un corso di alta formazione sul microbiota umano, il Dermatologo Dr. Marco Pignatti (autore di libri come Dermobiotica), ha evidenziato come i pazienti affetti da queste patologie dermatologiche spesso lamentino proprio dei disturbi intestinali. Ad esempio chi ha l'acne può avere spesso anche alitosi e reflusso gastrico, gonfiore addominale o sindrome dell'intestino permeabile. In più ha evidenziato come in questi casi ci sia anche un'alterazione del microbiota cutaneo, ovvero in prossimità delle lesioni si ha l'aumento di un determinato microbo che normalmente vive nella pelle: nel caso di Acne c'è un aumento del batterio Propionibacterium Acnes, nella dermatite seborroica del fungo Malassenzia Furfur, nella Dermatite Atopica del Staphylococcus Aureus, nella Rosacea del Demodex follicolare. Proprio perchè sono organismi residenti ci si sta chiedendo se sia il caso di abbandonare le terapie antibiotiche o antifungine, che creano squilibrio e danno a lungo termine, e di sostituirle con l'assunzione o applicazione di probiotici antagonisti, come lo Staphylococcus epidermidis, un batterio probiotico della cute con azione antimicrobica nei confronti del Propionibacterium Acnes.

Ricapitolando, l'alterazione della composizione del microbiota intestinale può indurre infiammazioni che possono manifestarsi anche a distanza a livello della pelle.
Cosa può determinare questa alterazione? Soprattutto il nostro stile di vita e ciò che mangiamo.


ACNE, DIETA E NON SOLO!

Sembrerebbe esistere una stretta correlazione tra alimentazione, squilibrio della flora intestinale e peggioramento di acne. 
L'eccesso di cibi a base di farine raffinate come carboidrati, dolciumi, pane e patatine, che hanno un indice glicemico molto elevato (che indica la velocità con cui lo zucchero entra in circolo dopo il pasto), determina un'elevata glicemia. L'iperglicemia comporta una ridotta sensibilità delle cellule all'insulina (insulino-resistenza) e sbalzi ormonali, come l'aumentare dei livelli di IGF-1 (fattore di crescita insulino-simile), un neurotrasmettitore che regola la crescita cellulare e porta ad un aumento del tasso di ormoni maschili. L'iperandrogenismo stimola le ghiandole sebacee a produrre più sebo, con conseguente otturazione del poro pilifero e infezione da parte del Propionibacterium acnes
Oltretutto questi alimenti sono un pasto amato dai germi "cattivi", che prendono il sopravvento determinando un'alterazione della flora buona (disbiosi). Questa infiammazione si può manifestare anche a livello cutaneo perché in questo caso l'intestino risulta indebolito e poroso e lascia passare nella circolazione frammenti di batteri (lipopolisaccaridi) che generano una risposta immunitaria da parte del nostro organismo e accende le infiammazioni cutanee.
Anche il latte scremato e i latticini non fermentati sembrano aumentare i livelli di IGF-1 e dunque una maggior produzione di sebo. Al contrario lo yogurt o il kefir (latticini fermentati ricchi di bacilli) sembrano giovare alla flora.
Quindi non è detto che l'alimentazione sia una causa scatenante ma sicuramente può portare ad un peggioramento dell'acne. Secondo il Dermatologo Pignatti, in questo intreccio pelle-intestino, si inserisce anche il cervello: il disagio psicologico, da solo o in combinazione con la dieta squilibrata, causa alterazione del microbiota (in particolare del bifidobacterium) e aumento della permeabilità intestinale che favorisce processi infiammatori ed ulteriore stress!

NUOVE STRATEGIE CONTRO L'ACNE

Per chi ha problemi di acne, ma anche per le altre patologie dermatologiche a base infiammatoria è utile:
  1. seguire un'alimentazione povera di farine raffinate, di zuccheri aggiunti, latte e latticini (soprattutto quelli industriali). Prediligere cibi poco processati e introdurre le fibre, che nutrono il microbiota e producono batteriocine necessarie per lo svolgimento di un antagonismo batterico
  2. assumere integratori di probiotici mirati, per rafforzare la flora buona, la parete intestinale e contrastare le infiammazioni che si manifestano soprattutto a livello cutaneo. Secondo lo studio, Supplementation with Lactobacillus rhamnosus SP1 normalises skin expression ofgenes implicated in insulin signalling and improves adult acne di Fabbrocini G, et al. Benef Microbes 2016, l'integrazione con il ceppo probiotico Lactobacillus rhamosus normalizza l'espressione dei geni coinvolti nella segnalazione dell'insulina (riduzione di IGF1) e migliora l'aspetto dell'acne adulta.
Dal mio punto di vista tutto questo deve essere accompagnato ad una cosmetica curata che si compone di: una detersione delicata mattina e sera, una protezione solare di giorno, una crema lenitiva ed antibatterica naturale con attivi come bardana e niacinamide ed un' esfoliazione a base di acido salicilico, una volta o due a settimana!

COSMETICI PROBIOTICI E PREBIOTICI

Una curiosità in più: alla luce di queste scoperte, anche nel campo della cosmetologia ci si sta orientando verso questo concetto di rafforzare la flora buona per dare benefici alla pelle. Si parla di  cosmetici probiotici,  in grado di migliorare la diversità del microbiota attraverso l’inserimento nel formulato di estratti/derivati provenienti da batteri o cosmetici prebiotico, in grado di migliorare la diversità del microbiota con l’aggiunta di ingredienti attivi (batteri non viventi) che si tradurrebbe in un miglioramento del microbiota.


Esempio di crema contenente
 il complesso attivo del batterio Lactococcus lactis











BIBLIOGRAFIA
  1. Michaela Axt-Gadermann - L'intestino ci fa belli, Come avere un aspetto radioso grazie a un intestino sano
  2. Paolo Borrelli - Ruolo dei probiotici nella dermatite atopica in pazienti pediatrici,casisitica personale.
  3. AIDECO - Il microbiota e i cosmetici, quale futuro
  4. Marco Pignatti, Dermobiotica


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